sabato 22 marzo 2014

Capitolo 19



(…) il cane è stato incluso in un ambiente molto diverso da quello del lupo e di conseguenza i suoi processi psicologici e le sue capacità si sono sviluppati in modi diversi. In particolare, il cane è stato costretto a contare su di noi e, cosa ancora più importante, ha sviluppato la capacità di usarci per risolvere i suoi problemi, cognitivi e non. Per i cani noi siamo utili dispositivi per l’elaborazione delle informazioni. Noi uomini siamo parte della mente estesa del cane. (…) L’ambiente del lupo seleziona in base all’intelligenza meccanica, ma l’ambiente del cane seleziona in base alla capacità di usare noi uomini. E per usarci i cani devono essere in grado di leggerci. Quando un cane intelligente deve affrontare un problema insolubile, la prima cosa che fa è guardare il volto del suo padrone (…) Mark Rowlands – Il lupo e il filosofo 







lunedì 17 marzo 2014

Capitolo 18





(…)
Non vuoi capire che  la tua coscienza significa appunto "gli altri dentro di te?" (…)
Luigi Pirandello - Ciascuno a suo modo



(…)Qualunque idea ci si faccia di se stessi, ci si figura sempre vedenti. Io credo che l'essere umano sogni solo per non smettere di vedere. E potrebbe anche darsi che la luce interiore fuoriesca un giorno da noi così da non averne bisogno d'altra. (…)
Johann Wolfgang von Goethe - Le affinità elettive 

Capitolo 17




"Soltanto il pensiero vissuto ha valore." Hermann Hesse, Demian


(...) Il pensiero può essere elevato senza avere l’eleganza, ma, nella misura in cui non avrà eleganza, gli verrà meno la capacità di agire sugli altri. La forza senza la destrezza è una semplice massa. (...) Fernando Pessoa -  Il libro dell'inquietudine


(...) Nella teoria dell'evoluzione a volte parliamo, metaforicamente, di ciò che la natura si prefigge,ma il discorso in sostanza si riduce a questo: la natura "si prefigge" che le creature trasmettano i loro geni. L'unico senso concreto che può essere attribuito all'idea delle intenzioni della natura si fonda sul concetto di successo genetico. (...) Mark Rowlands - Il lupo e il filosofo

Capitolo 16




Italo Calvino, Lezioni americane 

Dedicherò la prima conferenza all'opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d'aver più cose da dire. Dopo quarant'anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l'ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio. In questa conferenza cercherò di spiegare - a me stesso e a voi - perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; quali sono gli esempi tra le opere del passato in cui riconosco il mio ideale di leggerezza; come situo questo valore nel presente e come lo proietto nel futuro. (...) 


***

Una cena molto originale -  F. Pessoa

"Come una bolla di sapone, senza rumore, il mio animo si frantumò.
Rimasi sospeso in un vuoto interiore, senza ragione, senza parola, senza gesti.
Se il dottor Quaresma avesse detto qualcosa, avrei risposto qualcosa; avrei avuto un riferimento al quale adattare la mia ragione e la mia voce.
Al suo silenzio non potei rispondere niente."
                        

domenica 9 marzo 2014

Capitolo 15




"L'umorismo, per lo specialissimo contrasto essenziale in esso, inevitabilmente scompone, disordina, discorda."  L. Pirandello

Capitolo 14




(...)Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima. (...)            

Il libro dell'inquietudine - F. Pessoa

lunedì 3 marzo 2014

Capitolo 13




Ti osservo in silenzio, le parole sono inutili dettagli

 Cocca "Ti vedevo ogni volta arrivare , appoggiare le tue cose su quel tavolo, appendere giacca e zainetto e ti studiavo, come quando ci si imbatte in un mondo del quale non si conoscano linguaggio e ritualità. 
Tu eri come racchiuso in una scatola trasparente.
Le prime parole che mi hai rivolto, senza guardarmi negli occhi, hanno frantumato il mio piccolo mondo, costringendomi a leggermi nel cuore.
 “Vale sempre la pena vivere!”
In tanti me lo avevano ripetuto, in pochi erano stati in grado di dimostrarmelo. 
Io sono scettica: cerco sempre prove."

***

(...)Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde.(...) Alessandro Baricco - Castelli di rabbia

domenica 2 marzo 2014

Capitolo 12


Autobiografia di uno yogi – Y. P.
(...)Risparmiate le vostre forze. Siate come il vasto oceano, che assorbe dentro di sé tutti gli affluenti dei sensi. Le piccole brame sono come falle nel serbatoio della vostra pace interiore.  (...)  

Capitolo 11




Harper Lee  - Il buio oltre la siepe
(...) Una volta Atticus mi aveva detto: "Non riuscirai mai a capire una persona...se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista".
Ebbene io quella notte capii quello che voleva dire.
Adesso che il buio non ci faceva più paura, avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci divideva dalla casa dei Radley e guardare la città e le cose dalla loro veranda.
Accadde tutto in una notte...la notte più lunga...più terribile...e insieme la più bella di tutta la mia vita.(...)