venerdì 25 aprile 2014

Capitolo 33



(...)Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca e sul cavallo.(...)
Milan Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere

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(...)Fu chiaro fin dall'inizio che ogni qualvolta c'era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile.(...)

G. Orwell – La fattoria degli animali

Capitolo 32



"Se dovessi scegliere una persona con cui vagare su un pianeta disabitato, quella saresti tu. "
Stephenie Meyer - L'ospite

da PensieriParole

sabato 19 aprile 2014

Capitolo 31



Il tempo non trascorre; il tempo, semplicemente, è. 
 C. Hammond 

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(…)Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.(…) 
M. Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere

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(...)Si dice che il tempo non si ferma, che nulla ne trattiene l’incessante avanzata, lo si dice sempre con queste trite e ritrite parole, eppure non manca chi si spazientisca per la sua lentezza, ventiquattr'ore per fare un giorno, pensate, e quando si arriva alla fine si scopre che non è servito a niente, il giorno dopo è di nuovo così, sarebbe meglio che saltassimo le settimane inutili per vivere una sola ora piena, un folgorante minuto.(...)
José Saramago - L’anno della morte di Ricardo Reis

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(…) Noi siamo creature del tempo, i lupi sono creature del momento. I momenti, per noi, sono trasparenti. Ci passiamo attraverso con la mano quando cerchiamo di impossessarci di qualcosa. Sono diafani per noi i momenti (…)Non viviamo mai l’ ”ora” come tale, l’ ”ora originario” è un’astrazione e non corrisponde a nulla che si possa mai incontrare nell’esperienza.(…) M. Rowlands - Il lupo e il filosofo

Capitolo 30



"Se potessi ti comprerei una casa grande enorme capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli."  David Grossman - Che tu sia per me il coltello

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Sogno, vedo un prato, in collina. Qualche albero dalle fronde verdi innalzate verso il cielo. Erba alta, nessun fiore.

Il silenzio è una rete che avvolge.

Non percepisco colori.

Una bambina e  una giovane donna camminano, tenendosi per mano. Indossano lunghe gonne, che coprono le caviglie; uno scialle sulle spalle. Non vedo i loro capelli: non riesco a capire se siano raccolti in trecce o nascosti da un copricapo.

Il loro incedere è lento: ogni tanto si fermano e si guardano attorno. 


Poi all’improvviso il tempo accelera il suo ritmo e si ingoia tutto in un istante.

Resta un dolore muto, imprigionato in gola.

L’immagine di quel mondo sconosciuto si perde così. Per sempre.

mercoledì 9 aprile 2014

Capitolo 29



C'è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio.
M. Kundera - La lentezza

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(...)Il secolo della motorizzazione ha imposto la velocità come un valore misurabile, i cui records segnano la storia del progresso delle macchine e degli uomini. Ma la velocità mentale non può essere misurata e non permette confronti o gare, né può disporre i propri risultati in una prospettiva storica. La velocità mentale vale per sé, per il piacere che provoca in chi è sensibile a questo piacere, non per l'utilità pratica che si possa ricavarne. Un ragionamento veloce non è necessariamente migliore d'un ragionamento ponderato; tutt'altro; ma comunica qualcosa di speciale che sta proprio nella sua sveltezza.

Ogni valore che scelgo come tema delle mie conferenze, l'ho detto in principio, non pretende d'escludere il valore contrario: come nel mio elogio della leggerezza era implicito il mio rispetto per il peso, cosi questa apologia della rapidità non pretende di negare i piaceri dell'indugio. La letteratura ha elaborato varie tecniche per ritardare la corsa del tempo: ho già ricordato liberazione; mi resta da accennare alla digressione.

Nella vita pratica il tempo è una ricchezza di cui siamo avari; in letteratura, il tempo è una ricchezza di cui disporre con agio e distacco: non si tratta d'arrivare prima a un traguardo stabilito; al contrario l'economia di tempo è una buona cosa perché più tempo risparmiamo, più tempo potremo perdere. La rapidità dello stile e del pensiero vuol dire soprattutto agilità, mobilità, disinvoltura; tutte qualità che s'accordano con una scrittura pronta alle divagazioni, a saltare da un argomento all'altro, a perdere il filo cento volte e a ritrovarlo dopo cento giravolte.(...)
Italo Calvino - Lezioni Americane


martedì 8 aprile 2014

Capitolo 28



Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. W. Shakespeare


"Nessun sogno si può paragonare alla realtà, perché la Realtà stessa è un sogno dal quale solo una porzione di Umanità si è risvegliata e parte di noi è una Penisola non familiare-  Emily Dickinson

"
E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?" - F. Pessoa

(...)E, inoltre, quando non sarò più che un sogno per voi
verrò a ricordarvi che anche voi non siete altro
che un sogno del mio Celeste Amato,
e quando anche voi saprete di essere un sogno,
come lo so io ora,
saremo tutti per sempre desti in Lui.

Paramahansa Yogananda
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lunedì 7 aprile 2014

Capitolo 27


Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti. Bram Stoker - Dracula


Scrive Pessoa ne : " Il Libro dell'inquietudine"
Qualsiasi strada, questa stessa strada di Enterpfuhl, ti porterà in capo al mondo. Ma il capo del mondo, da quando il mondo si è consumato girandogli attorno, è lo stesso Enterpfuhl da dove si è partiti. In realtà il capo del mondo, come il suo inizio, è il nostro concetto del mondo. E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. A che scopo viaggiare? A Madrid, a Berlino, in Persia, in Cina, al Polo; dove sarei se non dentro me stesso e nello stesso genere delle mie sensazioni?

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò vediamo, ma ciò che siamo.Soltanto l'estrema debolezza dell'immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire."

E ancora sul viaggio, Josè Saramago:

"I viaggiatori possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto "non c'è altro da vedere" sapeva che non era vero." 

Thomas Sterne Eliot è convinto  che "Non smetteremo di esplorare, e alla fine di tutto il nostro andare, ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta."   

Ma in tema di viaggio, le parole  che da sempre amo  sono quelle di H. Hesse:
(...)Quando la vita chiama, il cuore 
sia pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso 
ad altri nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.
Dobbiamo attraversare spazi e spazi,
senza fermare in alcun d'essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci,
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d'infiacchire nell'ignavia:
sol chi e' disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.
(...)
da PensieriParole

domenica 6 aprile 2014

Capitolo 26


Caos

"Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos dentro di voi." F. Nietzsche – Così parlò Zarathustra

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“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierí fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l'appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i più, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xáos.”
L. Pirandello - Frammento d’autobiografia

sabato 5 aprile 2014

Capitolo 25



(…) Il nostro cervello è essenzialmente una struttura storica: è sulle fondamenta di un primitivo sistema limbico – un sistema che condividiamo con i nostri antenati simili a rettili – che si è sviluppata la corteccia dei mammiferi, una cui versione particolarmente robusta caratterizza gli esseri umani. Non intendo suggerire che le storie che raccontiamo su noi stessi sono prodotti dell’evoluzione come gli occhi dei pesci piatti o il cervello dei mammiferi. Credo però che si sviluppino in modo analogo: attraverso un accrescimento gradale, in cui nuovi strati narrativi si sovrappongono a temi e strutture preesistenti, Non c’è una lavagna pulita per le storie che raccontiamo su noi stessi. (…) Il lupo e il filosofo – Mark Rowlands

Capitolo 24




(…) E’ una dura verità il fatto che, come disse Friedrich Nietzche, coloro che non sanno darsi disciplina troveranno qualcun altro che lo farà per loro. (…) Ma il rapporto tra disciplina e libertà è profondo e importante: lungi dall’essere il contrario della libertà, la disciplina è ciò che rende possibili le più alte forme di libertà. Senza disciplina non c’è autentica libertà, solo licenza. (…) Il lupo e il filosofo –Mark Rowlands




Capitolo 23


“Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare.” Leonardo da Vinci

Capitolo 22



(...)Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare sé stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.(...) Hermann Hesse - Demian



(...)La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.(...)
Italo Calvino -  Palomar



Capitolo 21


(...)Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!(...)
L. Pirandello - Sei personaggi in cerca d’autore

Capitolo 20


"E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?" F. Pessoa – Il Libro dell’inquietudine