sabato 2 agosto 2014

Capitolo 40



(...) Si lasciano mai le case dell'infanzia? Mai: rimangono sempre dentro di noi, anche quando non esistono piú, anche quando vengono distrutte da ruspe e bulldozer... (...) F. Ozpetek – Rosso Istambul


Scrive Pessoa ne Il libro dell'Inquietudine che i sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti sono assurdi, e così l'ansia per ciò che è impossibile, come la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, sono stati d’animo inutili , che non portano in nessun luogo. E la nostalgia per ciò che è stato, che abbiamo vissuto? E’ anch’essa inutile, perché quei momenti mai più torneranno o può diventare un lido dove rifugiare temporaneamente la propria anima quando si sente persa ed ha bisogno di riprendere il respiro? E ancora, come definire quel sentimento che provo ogni volta in cui torno nei luoghi che mi hanno vista bambina, dove ogni angolo, ogni sasso, persino ogni pianta sopravvissuta al tempo, hanno conservato la mia memoria? Sì, perché sono loro a parlarmi delle mie corse in cortile, delle mie scalate sugli alberi, del mio raccogliere fiori, giocare con l’acqua…Sono loro che rievocano me, quando  l’aria compresa in quel piccolo cortile, pare contenere ancora l’eco della mia voce di un tempo.

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