Vivere il viaggio e diventarne "passaggio" e "meta"
… La vacanza al mare nella mia mente aveva inizio anche un mese prima della partenza. Immagini fatte esclusivamente di emozioni andavano a creare la mia spiaggia, le mie onde, il profumo di eucalipto e rosmarino.
Chiudevo gli occhi ed ero già là, in acqua, cullata dal mare, ricoperta di sale e sabbia.
Se da una parte, dunque, avrei voluto abbattere la barriera del Tempo, perché le immagini diventassero all’istante realtà, dall’altra lo spezzare le radici, seppur temporaneamente, mi creava disagio.
La mia casa, il mio cortile, la nonna affacciata al balcone, le giornate estive trascorse con i cugini: … radici profonde.
Apparirà forse banale, ma nei miei assilli di bambina pesava anche il non poter portare con me la mia gatta.
La nostra simbiosi avrebbe viaggiato solo attraverso emozioni difficili da catalogare.
Come un click, un segnale ritmicamente presente, un sottofondo rassicurante, ma non tangibile.
Io, distante chilometri.
Lei, dritta davanti al cancello, in attesa.
Così restava per ore, mi raccontava poi la nonna, fino al giorno del mio ritorno, quando, come guidata da chissà quale istinto o sensazione, iniziava la sua marcia dalla porta di casa mia al cancello, dal cancello alla porta…


