sabato 25 luglio 2015

CAPITOLO 62


Vivere il viaggio e diventarne "passaggio" e "meta"


Una città, una spiaggia, la cima di un monte, la riva di un lago, un tramonto dall’alto di un grattacielo non sono uguali per tutti e non saranno mai uguali neppure per noi stessi.




… La vacanza al mare nella mia mente aveva inizio anche un mese prima della partenza. Immagini fatte esclusivamente di emozioni andavano a creare la mia spiaggia, le mie onde, il profumo di eucalipto e rosmarino.
Chiudevo gli occhi ed ero già là, in acqua, cullata dal mare, ricoperta di sale e sabbia.
Se da una parte, dunque, avrei voluto abbattere la barriera del Tempo, perché le immagini diventassero all’istante realtà, dall’altra lo spezzare le radici, seppur temporaneamente, mi creava disagio.
La mia casa, il mio cortile, la nonna affacciata al balcone, le giornate estive trascorse con i cugini: … radici profonde.
Apparirà forse banale, ma nei miei assilli di bambina pesava anche il non poter portare con me la mia gatta.
La nostra simbiosi avrebbe viaggiato solo attraverso emozioni difficili da catalogare.
Come un click, un segnale ritmicamente presente, un sottofondo rassicurante, ma non tangibile.
Io, distante chilometri.
Lei, dritta davanti al cancello, in attesa.
Così restava per ore, mi raccontava poi la nonna, fino al giorno del mio ritorno, quando, come guidata da chissà quale istinto o sensazione, iniziava la sua marcia dalla porta di casa mia al cancello, dal cancello alla porta…



lunedì 13 luglio 2015

CAPITOLO 61




Un condizionatore: mai!





.... e mai tanto altro.



Poi arrivi tu nella mia vita. 


Per me tutto era bianco o nero. 


Rigidità. Schemi. Muri. Scomparti.


Impalcature a sostegno delle fragilità del mio essere.


Nessuno mi aveva mai domandato e io non ponevo domande. 


Tu mi dicesti di temere il mio sguardo. 


Che potere aveva il mio osservarti? 



giovedì 2 luglio 2015

CAPITOLO 60



Guenda sfoglia un vecchio album di famiglia. 

Il tempo e i ricordi sono incastonati in semplici scatti.

I suoi pensieri si arrestano. C’è una fotografia in bianco e nero che la ritrae fra le braccia della nonna. 

Una foto: il gioco fra la luce e il tempo, capace di fermare un attimo che non si ripeterà più. 

Un attimo che, pur nella sua perpetua stabilità, può   risvegliare voci, colori, profumi sepolti nell’oblio.

Una foto è l’antitesi della vita: è un attimo immobile, neutro, per chi non lo ha vissuto.