martedì 29 luglio 2014

Capitolo 38



(...)Una delle questioni meno discusse dell’individuazione dell’io è che, quando si accende una grande luce nell’oscurità della psiche, le ombre, là dove la luce non arriva, diventano più scure. Pertanto, quando illuminiamo una qualche parte della psiche, altrove si addensa una più profonda oscurità. E non si può lasciarla perdere. La chiave, le domande, non possono essere nascoste o dimenticate. Le domande vanno poste, e devono ricevere risposta. Il lavoro più profondo è di solito il più buio. (...)


(...) Se dovessimo elencare tutte le perdite subite fino a questo momento dalla nostra vita, rammentando i tempi in cui eravamo deluse, impotenti contro il tormento, con la fantasia carica di glassature e fronzoli, capiremmo che quelli sono i luoghi vulnerabili della nostra psiche. É a queste parti deprivate che il predatore fa appello.(...) 

(...) Psicologicamente i ragazzi e le ragazze sono come addormentati rispetto al fatto di essere prede. La vita potrebbe essere molto più semplice e molto meno dolorosa se tutti gli esseri umani nascessero già ben svegli. In realtà cosi non è: noi nasciamo tutti "anlagen", come potenzialmente al centro di una cellula.In biologia l' anlage è quella parte della cellula che si definisce " quel che diventerà". All'interno dell' anlage si trova la sostanza primaria che il tempo svilupperà.(…) 
C.P. Estés - Donne che corrono coi lupi

sabato 19 luglio 2014

Capitolo 37


"Belli!", mi dicevo. 
Ho sempre cercato l’armonia e la perfezione negli animali che mi sono vissuti accanto. Poi lui entra nella mia vita: lui e il suo amore per le creature più buffe.
 “A me piacciono i cani brutti!”... e un mondo nuovo si spalancò d’incanto.

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"Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro uguale che ha perduto in maniera pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioé in lui l’animale delirante,l’animale che ride, l’animale che piange, l’animale infelice." 

F. Nietzsche - La gaia scienza 

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Il mondo di Guenda è da sempre popolato di animali. Il primo, a due anni: un cane da caccia, che di caccia aveva ben poca esperienza, se non quella di puntare, rincorrere e bucare ogni pallone che rotolasse nei pressi del suo naso. 
Una foto sbiadita lo ritrae, in tutta la sua possente mole, accanto alla bambina, di bianco vestita. Lei sta cercando di convincerlo a seguirla, lui si punta con le zampe, quasi fosse di fronte a un patibolo.
 A tre anni Guenda chiese un gatto e le fu regalato un siamese particolarmente miagolante. Poco socievole: ecco come era definito in famiglia. Forse, semplicemente, non apprezzava di starsene immobile fra le braccia della sua padrona, come fosse una bambola di pezza, e, appena fiutava il pericolo di esser sollevato per la soffice coda, se la filava in un istante. 
Poi canarini, pappagalli, criceti e le galline della zia, a cui dava l’insalata dell’orto e che scoprì un giorno, con orrore, essere le stesse che finivano rosolate in padella …per raggiunti limiti di età. 
A sei anni il suo primo vero amore: una gatta dal pelo grigio e occhi d’ambra. Guenda era pronta a fare quel passo che sa di amore incondizionato.
La gatta conquistò il suo cuore nello stesso istante in cui sbucò da sotto il cappotto della signora P. Un gomitolo dallo sguardo spaesato, tanto piccolo, da stare nel palmo di una mano. I loro occhi si incrociarono e le loro menti non si lasciarono mai più, o almeno, non si lasciarono fino al giorno in cui , senza una ragione, della gatta si persero per sempre le tracce.

giovedì 10 luglio 2014

Capitolo 36



...soltanto l’umorismo (la trovata forse più singolare e geniale dell’umanità) compie l’impossibile, illumina e unisce tutte le zone della natura umana.
Hermann Hesse - Il lupo della steppa, 1927
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L’intelligenza non è solo la capacità di ragionare: è anche la capacità di trovare materiale pertinente nella memoria e di usare l’attenzione quando occorre farlo.
Daniel Kahneman - Pensieri lenti e veloci