(...)Una delle questioni meno discusse dell’individuazione dell’io è che, quando si accende una grande luce nell’oscurità della psiche, le ombre, là dove la luce non arriva, diventano più scure. Pertanto, quando illuminiamo una qualche parte della psiche, altrove si addensa una più profonda oscurità. E non si può lasciarla perdere. La chiave, le domande, non possono essere nascoste o dimenticate. Le domande vanno poste, e devono ricevere risposta. Il lavoro più profondo è di solito il più buio. (...)
(...) Se dovessimo elencare tutte le perdite subite fino a questo momento dalla nostra vita, rammentando i tempi in cui eravamo deluse, impotenti contro il tormento, con la fantasia carica di glassature e fronzoli, capiremmo che quelli sono i luoghi vulnerabili della nostra psiche. É a queste parti deprivate che il predatore fa appello.(...)
(...) Psicologicamente i ragazzi e le ragazze sono come addormentati rispetto al fatto di essere prede. La vita potrebbe essere molto più semplice e molto meno dolorosa se tutti gli esseri umani nascessero già ben svegli. In realtà cosi non è: noi nasciamo tutti "anlagen", come potenzialmente al centro di una cellula.In biologia l' anlage è quella parte della cellula che si definisce " quel che diventerà". All'interno dell' anlage si trova la sostanza primaria che il tempo svilupperà.(…)
C.P. Estés - Donne che corrono coi lupi

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