Mi hai parlato ed io ti ho riconosciuto.
Ho riempito nel tempo quaderni e diari, sigillandone il contenuto, perché nessuna emozione evaporasse.
Un cassetto ha sepolto per anni il mio scrivere; poi ti ho conosciuto e ho riaperto il mio passato. I diari fra le mani, il profumo della carta che mi avvolge.
Pezzi della mia vita attorcigliati alle parole.
Cambi di grafia . Lettere tratteggiate, o incise profondamente come squarci urlati, ripiegati. Rami d’albero in lotta con il vento, simboli indecifrabili, annegati nel mare del nulla.
Pagine con una sola parola ripetuta infinite volte, o con un unico punto al centro del foglio, capace di risucchiare ogni suono, ogni respiro e lacrima.
Ero io: quelle parole erano me e tutti gli altri me.
La mia storia recente ha colmato molte mancanze.
Non so se c’è stato cambiamento in me o se semplicemente è mutato il mio paesaggio. A volte basta uno schiocco di dita per aprire lo sguardo, una frase pronunciata nell’attimo in cui si è predisposti all’ascolto.
Tu mi hai parlato ed io ho riconosciuto nei tuoi, i miei sogni. Forse avevo solo bisogno che il mio tempo fosse pronto ad incontrare il tuo.
Al passato la sua storia e il suo esistere: i miei diari sono ora infiniti coriandoli .

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