venerdì 28 febbraio 2014

Capitolo 10



Cocca . Mi chiedi dove si perdano talvolta i miei pensieri e dove il mio sguardo vada con essi a naufragare. Ti parlerò allora di un’immagine che ritorna, sfumata dal tempo.

E' un'altra vita che prende vita nella mia testa e sposta il mio presente in quello scorcio di passato.

Frammenti in bianco e nero avvolti in un velo di malinconia, qualche suono indistinto.

Sono pezzi di una storia che non conosco, che non so se mai mi sia appartenuta, che tornano con prepotenza, con urgenza. Fin da bambina mi strappavano la realtà dagli occhi, per mostrarmene una nuova. Talvolta riuscivo a rinchiudere quel sogno di altra vita in un armadio a muro, ma ora il tuo irrompere nel mio presente ne ha scardinato le ante.

Una casa di pietra. Una casa che sa di antico, ma che non ha profumi. Muri immobili, muti. Vedo un camino, una panca, la luce che filtra da una finestra senza tende. Un tavolo in mezzo alla stanza, alcune sedie, qualcosa alla parete, forse una mensola. Seduta per terra una bambina che sta giocando silenziosa.  Nell'aria una mancanza.

Quell’ immagine si fissa così ogni volta nella mia testa; ogni volta il mio sguardo ripercorre profili che ormai conosce nei dettagli, ma mai sono riuscita a vedere in volto la bambina.

giovedì 27 febbraio 2014

Capitolo 9


Parole - Emozioni

(…)” Ecco come sono le parole, nascondono molto, si uniscono pian piano tra di loro, sembra non sappiano dove vogliono andare, e all’improvviso, per via di due o tre, o di quattro che all’improvviso escono, parole semplici, un pronome personale, un avverbio, un verbo, un aggettivo, ecco lì che ci ritroviamo la commozione che sale irresistibilmente alla superficie della pelle e degli occhi, che incrina la compostezza dei sentimenti, a volte sono i nervi a non riuscire a reggere, sopportano molto, sopportano tutto, come se indossassero un’armatura.”(…) José Saramago - Cecità


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Cocca: “Un giorno entrò nei miei pensieri una farfalla.
Volava raso terra, come dovesse reggere un peso enorme sul cuore.
Le sue ali erano trasparenti, il loro movimento pareva stanco.
Non c'era leggerezza in lei.
Si posó sulla mia mano in silenzio e mi narró la sua storia: aveva ceduto i suoi colori in cambio dell'immortalità. Ora vagava per il mondo, incapace di sorprendere e donare sorrisi.
Le feci attraversare una sorgente d'acqua pura, la portai fra i rami di un albero in fiore, le mostrai la luna splendente, il sole all'alba, la pioggia, il mare e lentamente le sue ali tornarono a splendere di mille riflessi.
Chi la incrociava ne restava incantato e in un sorriso esclamava: i tuoi colori sono gioia per gli occhi.
E più la gente sorrideva, più i suoi colori si facevano brillanti.
La farfalla non ebbe bisogno di vivere un giorno in più del dovuto, perché ancora oggi è nella memoria di chi la vide e gioì della sua luce.”

Capitolo 8


Fantasia e immaginazione

"La fantasia è un posto dove ci piove dentro." scrive Calvino in Lezioni americane e Pessoa, ne Il libro dell'inquietudine afferma che la realtà che ci circonda è solo frutto di ciò che siamo in grado di immaginare.(...)La vita è per noi ciò che in essa immaginiamo.
Per il contadino per il quale il suo campo è tutto, quel campo è un impero.
Per Cesare il cui impero gli sembra ancora poco, quell’impero è uncampo.
Il povero possiede un impero; il grande possiede un campo.
In realtà non possediamo altro che le nostre sensazioni;
su di esse, dunque, dobbiamo basare la realtà della nostra vita,
piuttosto che su quello che esse vedono.(...)



domenica 16 febbraio 2014

Capitolo 7



L'ombra e l'umorismo


L’umorismo consiste nel considerare la realtà “ imprevedibile, contraddittoria “ e nel rifiutare le costruzioni ideali. Il mondo appare così com’é, ombra di se stesso, scomposto, non abbellito, come invece lo vorrebbero modellare le convenzioni.
Nel saggio che porta il titolo L'Umorismo, L. Pirandello scrive:
(...) L'umorismo consiste nel sentimento del contrario, provocato dalla speciale attività della riflessione che non si cela, che non diventa, come ordinariamente l'arte, una forma del sentimento, ma il suo contrario, pur seguendo passo passo il sentimento, come l'ombra segue il corpo. L'artista bada solamente al corpo, l'umorista bada al corpo e all'ombra, e talvolta più all'ombra che al corpo...(...)

Leggo Roberto Casati - La scoperta dell’ombra e trovo altri spunti sul significato dell'ombra:

(…)Le ombre sono seducenti perché sono così strane e il linguaggio metaforico ha pescato abbondantemente nel tesoro di immagini che nascono dall'ombra. Le ombre sono immateriali, sono prive di consistenza, ed è per questo che essere l' ombra di se stessi significa non conservare più che una parvenza di quello che si era. Si elegge un governo ombra, si può non aver l' ombra di un quattrino, ed è inutile correre dietro alle ombre. In tedesco si dice che non si può saltare sulla propria ombra, ovvero che non si può fare l'impossibile. L'Ade era abitato dalle ombre dei defunti, da esangui duplicati di quelli che un tempo furono esseri nel pieno delle loro forze. Le ombre sono parassiti degli oggetti che le proiettano e di cui, a volte, riproducono la forma. Sembrano da sempre consegnate al mondo delle apparenze. L'ombra è un'immagine, una rappresentazione dell'oggetto che fa ombra. Ma ne è una rappresentazione incompleta, una silhouette in cui solo il contorno viene rappresentato; l'interno dell'ombra è indistinto e non dice nulla dell'oggetto che proietta l'ombra se non che è un oggetto opaco, non trasparente. (…)



mercoledì 12 febbraio 2014

Capitolo 6

     

Omnia vincit amor et nos cedamus amori
Virgilio - Bucoliche X, 69


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Il vero Amore è così: non conosce esitazioni. Abbatte muri, scardina porte, attraversa gli oceani, resiste al gelo e, se ti contagia, lo fa in un istante.

Ho letto mille volte questi versi di Pirandello e ne resto  sempre folgorata.


E l'amore guardò il tempo e rise, 
perché sapeva di non averne bisogno. 
Finse di morire per un giorno, 
e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. 
Si addormentò in un angolo di cuore 
per un tempo che non esisteva. 
Fuggì senza allontanarsi, 
ritornò senza essere partito, 
il tempo moriva e lui restava. 


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mercoledì 5 febbraio 2014

Capitolo 5


"Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto!... Lo so, adesso lei mi dirà:- Si impara sbagliando!-… " No, quello che stavo per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa quelle che funzionano meglio di tutte!" (dal film "Sapori e dissapori")

Capitolo 4


Gli animali si nutrono; l'uomo mangia: solo l'uomo di spirito sa mangiare.  A. Brillant-Savarin -"Fisiologia del gusto"

lunedì 3 febbraio 2014

Capitolo 3



Mi domando, ma senza attendermi risposte logiche, perché una svolta della propria vita a volte si materializzi come un’antina  contro cui ci si sbatta la testa.
Il fatto è che solitamente le antine se ne stanno lì, chiuse, ordinate e poi un giorno una di esse viene dimenticata aperta, proprio nella direzione in cui ci si trova a passare.
Un colpo secco, capace di stendere o, per lo meno, di far restare inebetiti.
Un colpo tanto secco da tramortire: ecco quello che è successo a me.
Tante antine chiuse, una vita qualunque, fino al giorno in cui una breccia si spalanca e io ci entro con tutta la mia vita. 
Mi piace  immaginare, come scrive M. Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere, che a volte sia possibile trasformare un avvenimento del tutto casuale, nel primo passo verso una nuova vita.

(…)Le vite umane sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. […] L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza, persino nei momenti di più profondo smarrimento...(...)

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