lunedì 3 febbraio 2014

Capitolo 3



Mi domando, ma senza attendermi risposte logiche, perché una svolta della propria vita a volte si materializzi come un’antina  contro cui ci si sbatta la testa.
Il fatto è che solitamente le antine se ne stanno lì, chiuse, ordinate e poi un giorno una di esse viene dimenticata aperta, proprio nella direzione in cui ci si trova a passare.
Un colpo secco, capace di stendere o, per lo meno, di far restare inebetiti.
Un colpo tanto secco da tramortire: ecco quello che è successo a me.
Tante antine chiuse, una vita qualunque, fino al giorno in cui una breccia si spalanca e io ci entro con tutta la mia vita. 
Mi piace  immaginare, come scrive M. Kundera - L'insostenibile leggerezza dell'essere, che a volte sia possibile trasformare un avvenimento del tutto casuale, nel primo passo verso una nuova vita.

(…)Le vite umane sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. […] L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza, persino nei momenti di più profondo smarrimento...(...)

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