Tracce a matita
Rileggo il mio passato per guarire. Vorrei alleggerire il cuore e la mente dalle pietre che ho lasciato sedimentare. Disseppellire dolori è un 'impresa faticosa per l'anima. Per poter riprendere un volo interrotto servono attorno appigli stabili, braccia pronte ad accogliere, mani capaci di sostenere.
***
"Quell'ospedale sa di male.Lui incrocia per un istante la linea del mio sguardo muto di bambina.
É disteso in un letto anonimo , le lenzuola coprono il suo femore fratturato e tremano a tratti. La malattia, che mina il suo stare immobile, neppure ora ha pietà di lui.
La mia memoria torna alle sue mani di quel giorno . Le rivedo consumate, piagate, incise da profonde rughe.
Quelle sue mani capaci di poesia, mani da elegante artista, compresso, per sopravvivere, nell 'arte di ritinteggiare muri.
Socchiudo gli occhi e le ritrovo abbandonate accanto al suo corpo. Mani malate, ma capaci di creare nuvole in cielo, e case dai tetti così perfetti da diventare vere, e alberi carichi di foglie, paesaggi , mari, angoli di sogno .
Mi fissa senza parlare, vorrei raggiungere ancora la sua voce, ma non abbiamo più tempo ed io lo so. Non mi é più concesso di perdermi nelle sue favole, di cullarmi fra le note delle sue arie antiche. Non più principi e castelli. Non più personaggi strampalati, né filastrocche senza fine.
Mi fissa: io seguo il suo pensiero e tocco le sue mani .
Avverto un calore gelido. Ecco cos'é stato il suo ultimo dono per me: il tocco gelido di una vita che sa di spegnersi .
Mi portano via.
Uno strappo mai risanato, che sanguina ogni volta.
Lui in mostra su un altro letto, solo qualche giorno dopo . La sua corazza rappresa, un guscio inerme e troppo piccolo per contenere intera la sua anima.
Il suo tocco, quel suo ultimo tocco ... e da allora, ogni volta che mi emoziono, è dalle mani che nuova energia fluisce."


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