"A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'è sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento."
1916 Si gira - ovvero- 1925 I quaderni di Serafino Gubbio operatore - L. Pirandello
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Prendi le distanze dal quotidiano. Ecco quello che continui a ripetermi, ironizzando sulla mia maniaca ossessione dell’incasellare ogni dettaglio.
Sorridi tu, quando, trovato finalmente l’ordine ai miei pensieri, altri dubbi mi assalgono, altra quotidianità blocca i miei voli.
Mi vorresti sempre farfalla, a veleggiare, con giusta leggerezza, al di sopra di ciò che non è neppure ragionevolmente aggiustabile.
Tutto scivola via, mi ricordi. Se qualcosa non accade è perché non è ancora giunto il tempo. Ed io nutro il mio vivere di questa tua saggezza così semplice, ma efficace.
Tu ragioni a voce alta, e lo sai e lo ribadisci ogni volta.
Quelle frasi, foriere di serenità, servono anche a te.
Noi.
Noi ci perdiamo spesso nelle stesse paure, ci avvolgiamo entrambi di veli oscuri, spegniamo la luce al mondo talvolta, e abbiamo bisogno di riconoscerci, riflessi l’uno negli occhi dell’altro, per riemergere.

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